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l'edificio: il restauro
 

La trasformazione della chiesa in sala per mostre e per concerti, ha richiesto un lungo lavoro di cure con l'intervento di tecnici piacentini in collaborazione con l'arch. Livia Bertelli della Soprintendenza di Bologna. In una prima fase, a cura dell'ing. Monici, ci si è interessati della statica del tetto, di volte ed archi interni e dell'impiantistica in genere. I lavori sono iniziati nel 1986 e si sono conclusi nei primi del 1988. Poi è stata la volta di una vera e propria cura di bellezza curata da Ettore Aspetti.

 

Il responsabile dei restauri ha iniziato con un'indagine conoscitiva disposta secondo i diversi periodi del monumento: il romanico con l'impianto di base, le modifiche rinascimentali, gli stucchi del Seicento, le decorazioni d'inizio Ottocento. La ricerca, che si è svolta con sondaggio sulle pareti, ha portato a scoperte importanti anche per quanto riguarda la storia dell'edificio. I colori della tradizione sono stati riprodotti a calce dopo aver fissato gli stucchi: ora predominano le tinte chiare e solo le lesene dei pilastri sono state dipinte in rosso. Sono state inoltre restaurate le pareti affrescate (ci si è limitati al fissaggio senza operare nessuna aggiunta); per il pavimento solo nella cappella absidale di destra è stato recuperato l'originale mentre l'intero edificio è stato dotato di una soletta di cemento e pasta di mattoni scandita in riquadri delimitati da fughe in ottone. Le due porte d'ingresso, verso Cantone S.Nazzaro e via Taverna sono state dotate di bussole con aperture anti-panico secondo le nuove norme di sicurezza.

 

Per i portali, i restauratori sono convinti che quello attualmente montato sulla porta verso via Taverna fosse un tempo sulla facciata rivolta ad est. Anche la primitiva chiesa romanica aveva anche un ingresso su via Taverna ma, come dimostrano evidenti tracce, era spostato verso le attuali absidi. Durante i lavori sono state rinvenute parti delle pietre dell'antico sagrato che sono state ripristinate anche se ovviamente lo spazio ora è molto limitato.

Dopo una seconda campagna di restauri, che ha ruguardato il risanamento del sottotetto e il rifacimento del tetto, nell'estate 2009 sono state restaurate con criteri filologici la facciata e il fianco lungo Via Taverna, che hanno portato in luce antichi materiali e la tessitura architettonica.

 

Fausto Fiorentini

 

Ecco come la ex Chiesa SS.Nazzaro e Celso si presentava prima del restauro
         
   
 

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